I bagni

Siccome la gente non apprezza i post musicali, allora sarete costretti (notare, plurale) a beccarvi un paio di riflessioni scritte ieri alle 3 di notte 😛

Si dice che l’igiene del bagno rispecchia l’igiene della casa. In “Kitchen”, Banana Yoshimoto afferma che è la cucina ad essere il cuore della casa.
Io dico entrambi. La cucina è la stanza i cui generalmente passiamo più tempo a parte la camera perché ci dormiamo. In case particolarmente piccole o antiquate, la cucina è il posto più naturale, per fare i compiti, per fare i lavoretti, per fare tutto. O almeno, a casa mia, dove le camere hanno a malapena lo spazio per i letti ed i beni di prima necessità, e la scrivania della mia camera è di Belva.
Così ci si trova sfrattati di qua o di là come barboni scomodi. E come fai a sviluppare un senso dell’ordine così? E’ ovvio che dovendo ritagliarsi degli spazi propri a forza dopo si tenda ad accumulare. Ma torniamo a bagni e cucine.
Le cucine parlano del carattere della famiglia. La mia parla di una famiglia bene o male riunita, di cui manca un pezzo perché s’è staccato col legame matrimoniale; infatti c’è una sedia che ora serve solo al gatto per raggiungere le sue scodelle sopraelevate (sennò il cane mangia troppo), che sta staccata e che nei primi tempi avrebbe dovuto farmi tristezza, ma ora ha perso il suo significato originario. Tutte le cose, le questioni in sospeso, sono sulla credenza, al lato della cucina. Si ammonticchiano lì finché non sono sbrigate. E c’è la tv, in un angolo dove possono vederla tutti, tranne io quando ero piccolina che, forse strategicamente, le voltavo le spalle.
Quella di una mia cara amica è una stanza grande ed oblunga con un tavolo di lunghezza assurda. Già loro sono numerosi in casa, ma quel tavolo, con tante sedie e da un lato perfino una lunga panca al loro posto, parla di grandi riunioni, di casino familiare, di cameratismo. Ci sono i giochi dei nipotini, e i loro piccoli passi si vedono ovunque. Ci sono piatti da tutte le parti dove sono stati, una piccola tradizione di famiglia. C’è una cannuccia da cannucciata che sta lì come un trofeo, seminascosta ma visibile. Ecco perché la cucina “parla”. Ci sono dei gesti quotidiani che puoi indovinare da essa con precisione millimetrica.
Ma il bagno parla dei suoi singoli componenti, e non della relazione familiare. Il bagno ti dice cose molto interessanti di ciascuno di loro. Una volta a casa di una amica ho avuto occasione di osservare da vicino e capire molte cose di loro. Sia madre che figlia si truccano, perché i dischetti struccanti non sono semplicemente vicini, ma anche posti in un modo facile da raggiungere, appesi. Se ne deduce anche il reddito: non c’era niente che non fosse di marca; il sospetto fu confermato anche dal resto della casa, comunque. E potrei dire un sacco di altre cose di quella famiglia, ma non sono interessanti.
Il bagno di casa mia dice che:

  • qualcuno non sa abbinare gli accessori, è proprio negato. E’ mio padre, che mette cose che non c’azzeccano niente (es. colori troppo forti) con le piastrelle bianche con delicate decorazioni di rose, tutto il mobilio bianco ed acquamarina.
  • la casa è vecchia. Il bagno sarebbe la prima cosa da rifare.
  • in questa casa si legge, ed il bagno per uno di questi abitanti è proprio l’unico momento di relax.
  • l’orologio non si sa a che orario è. Nel bagno quindi l’orario è un optional.
  • le figlie hanno cura dei propri capelli. Ci sono una piastra ed un arricciacapelli (inutile perché non tiene la piega, ndr.) nuovi di zecca appesi; però, su questo dettaglio si può essere tratti in inganno, perché non c’è nessun prodotto per capelli ad eccezione di shampoo (ma che cribbio di parola è, ripensandoci?) e balsamo, ed una lozione per capelli dall’aria trascurata.
  • alla famiglia (o al compratore) piace sperimentare: frequentazioni accurate del bagno mostreranno prodotti per lavarsi sempre nuovi.

E molte altre cose ancora. Un bagno con una netta predominanza di sottomarche denota una famiglia di risparmiatori; una migliore distribuzione delle quote invece una certa capacità di discernimento negli acquisti. Si vedono stato di salute, livello di certosinità, ed un sacco di altre cose, quindi attenti al bagno 🙂

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