La ragazza, la borsa, i navigatori e le FS

Sono due giorni che faccio la spola tra la cittadella e il capoluogo di provincia per fare dei test linguistici. Ieri è stata la prima volta che ho viaggiato in treno da sola, senza nessuno ad accompagnarmi. Riderete ma per me era la prima volta completamente da sola.
Comunque, viaggiare in treno rivela le mie ansie. Continuavo a sbirciare di fuori ad ogni fermata cercando di capire se avessi preso il treno giusto, se fosse ora di uscire (stamattina il treno non diceva le fermate O.o). La cosa buona è che la linea fa spola tra due città piuttosto grandi e le fermate intermedie erano minuscole, quindi capivo che si stava arrivando perché la gente si alzava con l’aria preoccupata e cominciava ad accalcarsi verso la porta.
Ieri ero munita di:

  • sorella che mi attendeva alla stazione
  • navigatore
  • n° 2 cellulari con navigatore

Mi avvio con la Belva smadonnando mentalmente ogni volta che vedevo una salita (‘rata merda ‘rata merda ‘rata merda e i vostri monti, pistacoppi che non siete altro!) e girandomi indietro per fissarmi i punti di  riferimento. Tutta tesa per un test con esercizi di cui avevo già fatto versioni più difficili, abbastanza semplice, fatto in poco tempo. Una cosa buona, c’era il leggendario prof del primo semestre. Pensavo che non l’avrei rivisto più, almeno fino a maggio.

Stamattina mi sono svegliata ad un nonorario (i nonorari sono quelli prima delle 9, che non esistono né dovrebbero esistere durante i periodi di veglia. Sono awful-presto) per prendere il treno ad un nonorario un’oretta dopo.  Avrei dovuto essere con la Belva ma Oncologia è la sublimazione della sua ipocondria, per cui l’ha saltata. C’era un ragazzo in treno che s’era assopito, il ciondolare della sua testa era ipnotico, ma io avevo Blood Canticle da finire. Rifaccio la strada senza sforzo (sforzo di memoria, perché le salite lo sono eccome) e mi presento lì. Al test c’era un numero assurdo di persone, per cui ho dovuto aspettare che venissero registrati tutti dopo di me.
Test svolto in 2 minuti. Quindici domande che più cazzata non ce n’erano.
Cazzeggio un po’ in giro, faccio colazione con una ciambella ed un tè, sbircio le vetrine, vado in segreteria per portare il modulo di iscrizione al CLA (Centro Linguistico di Ateneo, serve per le esercitazioni di lingua), tanto che c’ero, torno giù. Ho perso il treno delle 9.52, sono arrivata con 3 minuti di ritardo. Ma dov’è il classico treno in ritardo? Un’ora al treno seguente.

Quindi in totale ho perso 4 ore per 2 minuti di test.

Hanno ragione i compaesani, comunque: ‘Rata merda.

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