Una piccola parentesi di serietà

Un giorno dello scorso maggio, tornando a casa a CittàLaggiù dal capoluogo di provincia dove avevo portato a spasso gli americani, trovai una bellissima sorpresa ad accogliermi: un corteo di bandiere gialle che attraversava il corso – la via centrale – che cantava Bella Ciao e accompagnava il neosindaco dal suo studio medico alla sala comune. Mi sono unita, avendo anche scorto due mie sorelle.
Finalmente a vincere le elezioni comunali era stato il candidato di centrosinistra più svariate liste civiche dopo 3 (o 4?) mandati di centrodestra PDLino.

Ero contenta per tre motivi:

  • perché conoscevo il mio candidato, l’avevo votato alle primarie PD contro un altro più controverso (che comunque purtroppo adesso fa l’assessore al turismo, la cosa mi rode tantissimo perché mi sta sulle balle), e sapevo che è veramente un uomo nelle quali mani avrei messo con fiducia in mano la città;
  • poi perché per motivi che non sto a spiegare, eravamo state impegnate pure noi nella campagna elettorale;
  • infine perché, anche se si dice comunemente che a livello comunale gli orientamenti politici sono relativi, negli ultimi 15-20 anni la loro politica era stata pidiellina da manuale: sprechi, urbanizzazione selvaggia per far arricchire gli edili (vi farei vedere la zona dietro alla mia scuola superiore), e ovviamente, finanza creativa.

Insomma, un macello. E ancora da manuale è stata la loro condotta dopo aver perso: una serie di attacchi all’amministrazione attuale, che ad un certo punto persino l’ex sindaco ha definito una farsa. Dimenticano ovviamente che l’amministrazione attuale ha ereditato un buco di bilancio niente male, con pigliata per il culo finale di dover pagare lavori costosissimi di rifacimento del lungomare fatti fare in fretta e furia facendo lavorare la gente notte e giorno per poterlo finire il giorno delle elezioni (che hanno perso comunque) e un bilancio ancora non deciso, a maggio. Ovviamente visto il ricatto di bilancio creato dal patto di stabilità e per coprire il buco il comune ha dovuto mettere la percentuale IMU sulla seconda casa al massimo, e OVVIAMENTE il centrodestra ha deciso di criticarli per questo (sul serio, sembra di vedere l’Italia in piccolo).

Ma andiamo alla notizia che ha suscitato questo post…
In città è qualche mese che sono apparsi i rom, e l’amministrazione è stata criticata perché non sgomberavano, poi perché il sindaco in persona ha visitato l’accampamento rom per capire (!), poi perché sgomberavano, insomma un casino, non c’era modo di farlo contento, il centrodestra.

Ora esce fuori che il sindaco sotto queste gelide feste ha ospitato temporaneamente in una sua casa di proprietà una famiglia rom che si trova particolarmente in difficoltà. Detta famiglia poi avrà una roulotte finanziata da una associazione onlus o qualcosa del genere. In una città decente, e specialmente all’estero, un primo cittadino che ospita a spese proprie dei poveracci nella propria casa, che ricordiamo è proprietà privata, sarebbe un merito, quale che siano le motivazioni. Solo da noi è motivo di critica perché ZOMG il SiNdAcO fA DeMaGoGiAaAa (ho usato questa particolare grafia perché ormai i lamenti dei miei concittadini sono diventati peggio di quelli di teenager).
Sono d’accordo che non tutti lo farebbero, ma a casa mia quella è ancora carità (anche nota ai laici, “decenza”), e quale che sia stato il motivo per farlo (anche se non credo proprio che sia demagogia, in una città con la mentalità della mia questa cosa non fa colpo), ora una famiglia bisognosa sta al caldo.
Si tratta della stessa carità di cui si riempiono la bocca le anime belle in chiesa, o quando parlano di quanto sono buoni, ligi e religiosi. Eppure guardate un po’ un comunista mangiabambini che probabilmente è pure ateo (non ne ho prove, ma mi sembra il tipo) come fa la carità in modo più altruista di loro…

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4 thoughts on “Una piccola parentesi di serietà

  1. Gesto nobile, però attenzione a usare categorie estranee alla politica tipo la carità: la politica non deve fare la carità, deve preoccuparsi del benessere. Detto questo, ha fatto benissimo il tuo sindaco, magari avessimo noi un sindaco così, e non stento a credere che sappia bene che il problema va risolto percorrendo altre strade. È civiltà, non è demagogia. Puro buonsenso e civiltà, in attesa di dare risposte politiche, se glielo faranno fare.

    1. uso “carità” perché la gente che si lamenta dei rom e dei mendicanti in città è la stessa che popola le nostre chiese e che ti guarda dall’alto in basso se non sei uno di loro, uno delle anime belle, insomma. Era per parlare in una lingua che dovrebbero capire. In effetti dubito che il sindaco la chiami carità, anzi, dalle sue affermazioni deduco che si chiama decenza.

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