è la red bull che parla, e molti di noi sanno com’è andata a finire l’ultima volta

Arriva il momenti in cui hai scritto e/o studiato talmente tanto e talmente a lungo che le parole perdono il loro senso. Le fissi come se fossero una lingua straniera, sembrano e suonano talmente strane, e cominci a mettere in dubbio regole grammaticali e di formazione delle parole che magari alle elementari le tue maestre hanno faticato tanto a scolpirti in testa.

Le parole diventano solo un’accozzaglia di lettere e suoni privi di un significato innato.

E poi ti rendi conto che è ovvio che la lingua sia un apparato arbitrario. È così ovvio. Non hanno significato innato, sono convenzioni arbitrarie.

E poi ti rendi conto che è ovvio che il linguaggio sia logico, è una costruzione artificiale umana.

E poi ti rendi conto che forse è ora che tu vada a letto.

Ma non puoi.

Shit.

ps. ed è in questo momento, in questo preciso momento, e solo in questo, che il tedesco comincia ad avere un senso. Non prima.

pps. il fatto che sia la redbull a parlare significa che io sono andata in pilota automatico, e il mio pilota automatico è un cannato sotto acido.

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4 thoughts on “è la red bull che parla, e molti di noi sanno com’è andata a finire l’ultima volta

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