Metà novembre

fuck-everything-car-guy

Warning: post depresso

Metà novembre.

Un mese e mezzo nel semestre. Un mese e mezzo anche meno alla fine del semestre di lezioni.

Indovinate? Esaurita.

Pendolare mi stanca. Arranco lungo queste settimane universitarie motivandomi con il pensiero delle serate o del giorno libero, che generalmente è giovedì, oppure dell’incontro con l’Orso. Mi scompenso se devo rinunciare a queste fonti di svago, specialmente agli incontri con l’Orso perché sono l’equivalente di prendere un portale transdimensionale e andare su un altro mondo per qualche ora.

Ci si mettono anche questi lavori in casa che non mi danno tregua, né mi lasciano un angolo per pensare e rilassarmi in santa pace. Scrivo da un salone disastrato perché mia sorella dopo un turno di interazioni col pubblico sputava fuoco e non voleva dividere la camera con me. Siamo in due baby. Anzi, non sei l’unica. In una casa di introversi che cercano la solitudine per sgonfiarsi dall’interazione, ci troviamo con la nostra tranquillità, la nostra struttura e soprattutto le nostre caverne da eremitaggio violate o inagibili. Non posso nemmeno attuare la mia solita strategia anti-conflitto (buona per quando ad avere i nervi sono io o le altre persone), cioè sparire e non fare rumore, perché letteralmente non ho dove andare. Per non parlare del casino.

Come se non bastasse, mi sono unita ad un’associazione studentesca. Mi piacciono le cose che fanno e mi sembra una buona causa su cui buttarmi, ma TUTTO quello che fanno è incredibilmente stancante per me. Mi piacerebbe dare una mano e l’ho fatto anche per fare in modo che io mi butti e mi responsabilizzi, ma non fa altro che stancarmi e temo sia di non essere eletta, sia di essere eletta e delle energie che mi porterà via. Finora ho dovuto fare cose che non sono nella mia natura, come andare a riunioni (sarebbe tutto molto più bello se non dovessi andare alle riunioni col pensiero che devo poi correre a prendere il treno), farmi pubblicità di fronte a studenti. Pubblicizzare eventi. Campagna elettorale. ARGH.

Nel frattempo dovrei pure studiare, avvantaggiarmi per qualche esame, ma non arrivo a racimolare abbastanza tempo per fare altro. Vorrei poter fare come fa la mia amica Rescue Girl (non è il suo nome ovviamente, è un soprannome che le ho dato la volta che si è calata in un fosso pieno di rovi per riacchiappare il suo cane che ci era caduto dentro), che pur di lavorare e di fare si autodistrugge e tutto quello che ottiene se lo merita.

Ho comprato un lettore ebook, l’ultimo regalo di laurea visto che mi avevano regalato un buono da 50€ che ancora non avevo usato. Sto leggendo molto velocemente, ho finito 3 romanzi e una raccolta di racconti in una settimana. Sto leggendo Molto forte, incredibilmente vicino di Foer, e a parte che contiene la scena di sesso più osé e al contempo meno grafica che abbia mai letto, ma mi sono resa conto che alla fine il mio cervello sfornava pensieri come il cervello di Oskar. E uno di quei pensieri è stato “mi sembra che a Macerata abbia passato due giorni, quando invece rispetto a quando sono partita sono passate 5 ore scarse”. Mi capite che intendo? Il mio cervello è incredibilmente scombussolato.

Perché mi trascino?

Perché non sono capace di resistere?

Perché non sono forte?

Perché sono così stanca?

Come farò ad avere un lavoro e interagire normalmente se sto così a metà semestre?

 

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