sul referendum

Tratto da: un commento su facebook in cui stranamente sono riuscita a riassumere tutto.

Inizialmente non avevo una vera posizione sull’argomento. Il quesito era piuttosto ininfluente in realtà, perché avrebbe *forse* impedito il rinnovo tacito delle concessione sotto le 12 miglia alla fine della concessione, ma altrettanto facilmente ci sarebbe stata una rinegoziazione delle concessioni, che sarebbe stata utile ma non necessariamente costruttiva. Erano obiettivamente due righe in un testo molto lungo inserito in un enorme contesto legislativo in cui, in maniera tipicamente italiana, fatta la legge scoperto l’inganno. Non avendo tempo di guardare tutto e non fidandomi delle interpretazioni altrui, non potevo con certezza prendere una posizione, ed era intellettualmente più corretto votare bianca.
Ma se avevo qualche possibilità di farmi trascinare dalla pigrizia, la voglia di altri di impedire a chi voleva invece farsi sentire, nel merito o per principio mi ha motivato ulteriormente ad andare a votare. Alla fine ho votato sì, perché era più affine al mio modo di pensare anche sapendo che realisticamente cambiava poco niente.
Ma avere in casa degli elementi che non votano apposta per impedire ad altri, nel giusto o nell’errore, di far valere la propria voce in effetti ti scuote.
Si può dire che si decide razionalmente, ma in effetti spesso è il cuore e l’intuizione che ti spingono verso una cosa o l’altra, e non è necessariamente un male.

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