è la red bull che parla, e molti di noi sanno com’è andata a finire l’ultima volta

Arriva il momenti in cui hai scritto e/o studiato talmente tanto e talmente a lungo che le parole perdono il loro senso. Le fissi come se fossero una lingua straniera, sembrano e suonano talmente strane, e cominci a mettere in dubbio regole grammaticali e di formazione delle parole che magari alle elementari le tue maestre hanno faticato tanto a scolpirti in testa.

Le parole diventano solo un’accozzaglia di lettere e suoni privi di un significato innato.

E poi ti rendi conto che è ovvio che la lingua sia un apparato arbitrario. È così ovvio. Non hanno significato innato, sono convenzioni arbitrarie.

E poi ti rendi conto che è ovvio che il linguaggio sia logico, è una costruzione artificiale umana.

E poi ti rendi conto che forse è ora che tu vada a letto.

Ma non puoi.

Shit.

ps. ed è in questo momento, in questo preciso momento, e solo in questo, che il tedesco comincia ad avere un senso. Non prima.

pps. il fatto che sia la redbull a parlare significa che io sono andata in pilota automatico, e il mio pilota automatico è un cannato sotto acido.

Reminiscenze delle superiori

Die Völkerwanderungen: in italiano si riferisce alle invasioni barbariche, ma letteralmente dal tedesco si traduce “migrazioni di popoli”. 
Tanto per farvi capire le pugnette che si deve fare un traduttore su una singola parola:
Tradurlo “invasioni barbariche” sarebbe uno shift semantico non da niente: da una parola neutra ad una che invece ha un significato negativo.
Tuttavia il dilemma rimane: tradurlo con migrazioni di popoli sarebbe scorretto, perché la gente non capirebbe a che si riferisce.

Chiedi la soluzione al professore e lui ti dirà, puntualmente: dipende dal contesto.
Il mio migliore amico è il contesto. Vivo in un mondo relativo. La verità cambia con il testo. Niente è prefissato. Io posso passare a leccare il culo ad una azienda in un testo al dirne peste e corna in un altro.
Tutto ciò che rimane al traduttore è la libertà traduttiva che si prende: è l’unico modo per affermare la propria individualità.

Poi c’è il fatto del punto di vista incredibilmente non NPOV dei romani, ma questo dà fastidio solo a me perché sono una wikipediana.

In una nota personale, questa settimana mi pare di aver fatto SOLO tedesco.
E me ne sono innamorata di nuovo!

Vediamo quanto tempo ci metto a tornare ad odiarlo…

Ps. In realtà la risposta al quesito rimane abbastanza semplice: optare per una estensione in “Le migrazioni delle tribù germaniche”. Però…

Miglioriamo?

a: Com’è il Belgio?
io: Piovoso.

Oggi mi sono andata a segnare per qualcosa che 2 anni fa non ho avuto il coraggio di fare.
I motivi mi sono oscuri, ma mi ricordo che per una cosetta così meschina ho avuto una crisi di ansia da far paura.
C’ho ancora un attimo d’ansia perché farò in terzo quello che avrei dovuto fare in primo, e perché la professoressa di tedesco è la stessa che mi ha fatto venire i capelli bianchi come coordinatrice Erasmus. Ma prima o poi (più prima, si spera, e soprattutto prima che la tassa diventi davvero, davvero esosa) dovrò finirla quest’università, cazzo.